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	<description>il primo legalnetwork italiano</description>
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		<title>Report &#8211; Italiani si nasce o si diventa? Dialogo con l&#8217;On. Andrea Sarubbi 16 Aprile 2012</title>
		<link>http://www.legalpad.it/2012/05/report-italiani-si-nasce-o-si-diventa-dialogo-con-lon-andrea-sarubbi-16-aprile-2012/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 19:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Di Lisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il problema in Italia non è essere d'accordo o meno sull'immigrazione. L'immigrazione c'è, e il compito di un politico è governare i fenomeni sociali in atto, se non si vuole subirli. Come? L'On. Andrea Sarubbi, primo firmatario del progetto bipartisan di riforma della legge sulla cittadinanza 91/1992, è venuto a esporci il suo punto di vista lo scorso 16 Aprile, durante una affollata lezione in aula E al Bo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il problema in Italia non è essere d&#8217;accordo o meno sull&#8217;immigrazione. L&#8217;immigrazione c&#8217;è, e il compito di un politico è governare i fenomeni sociali in atto, se non si vuole subirli. Come?</p>
<p><span class="Apple-style-span" style="line-height: 18px; color: #555555; font-family: Arial, Helvetica, Garuda, sans-serif;"><a style="color: #555555; font-family: Arial, Helvetica, Garuda, sans-serif; line-height: 1.4;" href="http://www.legalpad.it/wp-content/uploads/2012/05/DSCN77311.jpg"><img class="size-medium wp-image-765 alignright" style="color: #555555; font-family: Arial, Helvetica, Garuda, sans-serif; line-height: 1.4; border-style: initial; border-color: initial; border-width: 0px;" title="DSCN7731" src="http://www.legalpad.it/wp-content/uploads/2012/05/DSCN77311-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;On. Andrea Sarubbi, primo firmatario del progetto bipartisan di riforma della legge sulla cittadinanza 91/1992, è venuto a esporci il suo punto di vista lo scorso 16 Aprile, durante una affollata lezione in aula E al Bo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci ha voluto innanzitutto far capire che non si tratta di prendere una posizione di teorica apertura o meno verso lo straniero, si tratta di doverci convivere secondo regole di una convivenza civile e democratica. Dati alla mano: un articolo della Stampa di qualche settimana fa ha reso pubblico il fatto che dal 2001 a Milano tra i primi dieci cognomi più popolari, tre siano di origine cinese (e nello specifico gli Hu subito secondi alla famiglia dei Rossi). Secondo Caritas Migrantes i bambini nati da stranieri in Italia nel 2009 sono stati 572000, cioè quanto la settima città italiana, arrivando a circa un milione se si contano anche gli arrivati in tenera età. Anche chi non volesse perdersi in tabelle e statistiche si potrebbe accorgere delle note di colore delle formazioni delle squadre di calcio nazionali di paesi come Italia, ma anche Svizzera, Germania e Francia, agli ultimi tornei mondiali ed europei.</p>
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<p style="text-align: justify;">Altro pregiudizio da abbandonare prima di addentrarsi nel tema: l&#8217;idea di poter regolare il fenomeno della immigrazione in maniera settoriale, concentrandosi ad esempio solo sulla &#8220;forza lavoro&#8221; che i flussi migratori portano. Ci hanno provato gli Stati Uniti, che dagli originari <em>braceros</em> messicani si ritrovano ora con un 15% di popolazione ispanica, destinata a diventare il 30% entro il 2050; o la Germania, che aveva addirittura coniato un nuovo termine per indicare gli &#8220;ospiti lavoratori&#8221; sui cui diritti o rinoscimento lo Stato non aveva alcuna intenzione di investire fino a quando non si è trovato a dover fronteggiare problemi di sicurezza e ordine pubblico. È un dato di fatto: assieme alle braccia arrivano le persone. E spesso le persone rimangono.</p>
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<p style="text-align: justify;">Segnali di una presa di coscienza del fenomeno si sono espressi in varie forme: il Min. Gelmini aveva emanato una circolare secondo la quale il 30% di ciascuna classe doveva essere composto da &#8220;stranieri&#8221;, qualificazione che avveniva secondo un più o meno adeguata conoscenza della lingua italiana. Quindi i bambini che sanno perfettamente l&#8217;italiano, perchè probabilmente nati qui, sono cittadini italiani?No, ma non sono nemmeno stranieri. Un altro caso, recente, è stato quello di due giovani fratelli, nati in Italia da genitori stranieri, che secondo il giudice di pace di Modena, non possono essere detenuti per i fatti per cui arrestati in un CIE. Sono dunque cittadini italiani? No, ma non possono nemmeno essere espulsi come gli altri stranieri.</p>
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<p style="text-align: justify;">Questi sono solo segnali di una debole reazione a una realtà che ha preso però fortemente piede in Italia. Con una immagine efficace, l&#8217;On. ha descritto l&#8217;immigrazione non come una protesi, ma come un trapianto, con tutti i rischi che ne derivano, compreso il rigetto. Rischi che devono essere perlomeno prospettati, ed è folle che non ci sia ancora stata una discussione cosciente sulla questione, trattatata sempre in maniera contingente.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;atteggiamento di apertura al dialogo, affinchè appunto si prenda coscienza del fenomeno dell&#8217;immigrazione nell&#8217;obiettivo di arrivare a una soluzione condivisa, è ciò che distingue il punto di vista di Andrea Sarubbi dalle altre 14 proposte di riforma della legge 91/1992 che già al tempo in cui entrò in vigore era fotografia di una realtà passata.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo l&#8217;Onorevole, il principale criterio di attribuzione della cittadinanza da quest&#8217;ultima prevista (e attualmente in vigore), lo <em>ius sanguinis,</em> dovrebbe trovare dei limiti (ad esempio la residenza all&#8217;estero oltre un determinato periodo di tempo) al fine di esprimere un effettivo legame del soggetto con il Paese, piuttosto che provare una lontana discendenza da avventurieri emigrati, sufficiente però all&#8217;esercizio di importanti diritti, come il diritto di voto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attenzione al senso di &#8220;italianità&#8221; tempera anche la principale novità, la concessione di cittadinanza mediante <em>ius soli</em>, che, infatti, lungi dallo scadere in meccanismi automatici, dovrebbe essere condizionato dai requisiti di una regolare permanenza dei genitori del nascituro, oppure, se giunto in Italia in fasce, del completamento di un ciclo scolastico.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche per quanto riguarda la naturalizzazione, la proposta di diminuire i tempi di residenza necessari per la richiesta a 5 anni, è accompagnata da un essenziale controllo che l&#8217;immigrato sia passato da ospite a cittadino coinvolto nella complessa vita economica e sociale italiana. A livello pratico, nel disegno di legge sono stati proposti un &#8220;test&#8221; di verifica della lingua e dei principi base della cultura italiana e delle sue leggi, e, una volta concessa la cittadinanza, un giuramento di rispetto della Costituzione e dei diritti e doveri e dignità di tutti i cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Il criterio ideale che dovrebbe guidare nell&#8217;attribuzione della cittadinanza sarebbe uno <em>ius culturae</em>, ovvero il riconoscimento della Patria come del luogo a cui si sente di appartenere. Il termine è stato recentemente coniato dal Min. Riccardi, ma già gli antichi romani intendevano la <em>civitas</em> come rapporto civile in cui elemento essenziale fosse l&#8217;amor di patria (per favorire il quale la cittadinanza veniva estesa anche ai vinti), e in ciò distinguendola dalla <em>gens</em>, in cui predominante era il legame di sangue.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che manca attualmente, e che rende inevitabilmente fallimentare qualsiasi politica che non la preveda, è la possibilità certa di giungere a questo riconoscimento per chiunque esprima la volontà di intraprendere un percorso in tal senso. Percorso che ovviamente deve procedere con parallele misure di integrazione, tra le quali Sarubbi suggerisce in particolare l&#8217;attenzione alle seconde generazioni, migliore strumento possibile di spontanea intermediazione culturale. Un incontro deve essere assolutamente favorito per evitare che le incomprensioni vadano a fomentare la paura dello straniero (e di sè), sfociando in tensioni e insicurezze.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie alla vivace onestà di Sarubbi, che forse, come lui stesso ammette, gli giocherà la prossima legislatura (speriamo di no), non solo ci siamo potuti addentrare negli aspetti più problematici della tematica dell&#8217;immigrazione, arricchiti dai preziosi interventi dei presenti (studenti,cittadini e non), ma abbiamo avuto anche una preziosa occasione di capire come le proposte di legge viaggino in Parlamento fino a cambiare quella stessa realtà per il cui cambiamento sono partite, concretizzando la sensibilità di chi ci rappresenta.</p>
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		<title>[Commerciale] Le azioni &#8211; lezione del 14/05/2012</title>
		<link>http://www.legalpad.it/2012/05/commerciale-le-azioni-lezione-del-14052012/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritto Commerciale]]></category>
		<category><![CDATA[Notes]]></category>

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		<description><![CDATA[Appunti "sbobinati" della lezione del Prof. Fois di Lunedì 14 Maggio 2012 sulle azioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Autore:</strong> Francesca Di Lisa</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Corso:</strong> Diritto Commerciale 2011/2012 &#8211; Prof. Candido FOIS</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Abstract: </strong>Nella tipologia delle azioni noi vediamo i presupposti della struttura organizzativa della società: a seconda del contenuto dell&#8217;azione infatti si definiscono i poteri degli azionisti, i loro diritti e quindi l&#8217;aspetto amministrativo e patrimoniale.<br />
Momento particolarmento delicato è quello della circolazione: a cui le azioni sono per natura destinate. La circolazione costituisce un aspetto importantissimo della politica di investimento dell&#8217;azionista. Possiamo misurare oggi in maniera precisa questo momento che in qualche modo ci porta a sovvertire la definizione dell&#8217;art 2247 (definizione società e soprattutto del fine di tale meccanismo economico, cioè la distribuzione degli utili, accettando di partecipare anche ai rischi dell&#8217;impresa stessa).<br />
Salvo che per il tipo di spa chiuse &#8220;a ristretta base azionaria&#8221;, per le altre, caratterizzate da una struttura economica finanziaria, l&#8217;aspettativa è certamente data dagli utili, ma questo costituisce solo una componente che poi si riflette sul momento speculativo&#8211;&gt; investo perchè cresca il valore della mia azione.<br />
In questa prospettiva sorge un aspetto paradossale: se una società è gestita bene e produce utili &#8220;normalmente&#8221;, difficilmente diventa motivo di speculazione, dunque il suo titolo tende a rimanere costante. L&#8217;aspetto speculativo premia invece quelle società i cui titoli o cui risultati sono negativi perchè la gente pensa che su questi titoli possa esserci un interesse del mercato al fine dell&#8217;acquisizione del loro controllo. Secondo l&#8217;ottica del mercato i problemi della società sembrano riflettersi sulla contendibilità della stessa, e dunque sul valore speculativo del titolo delle azioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a      class="btn" href="http://www.legalpad.it/wp-content/uploads/2012/05/fois-14maggio2012.docx"><span>Download</span></a></p>
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		<title>ELEZIONI 2012 : il dibattito</title>
		<link>http://www.legalpad.it/2012/04/elezioni-2012-il-dibattito/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 09:24:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[legalPAD ed ELSA Padova coordineranno Mercoledì 2 Maggio alle ore 17:15 in Aula E presso il Palazzo del Bo il DIBATTITO tra i candidati rappresentanti alle prossime elezioni studentesche, che si terranno l'8-9 Maggio.

Per l'occasione abbiamo predisposto un election center con programmi, spunti di riflessione e tutte le informazioni necessarie per arrivare preparati all'importante esercizio del voto. Su Facebook, nei gruppi di discussione degli studenti di Giurisprudenza abbiamo pubblicato e pubblicheremo dei sondaggi per far decidere direttamente agli studenti le tematiche di discussione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">legalPAD ed ELSA Padova coordineranno <strong>Mercoledì 2 Maggio </strong>alle ore <strong>17:15</strong> in <strong>Aula E</strong> presso il <strong>Palazzo del Bo</strong> il <strong>DIBATTITO </strong>tra i candidati rappresentanti alle prossime elezioni studentesche, che si terranno l&#8217;8-9 Maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Per l&#8217;occasione abbiamo predisposto un <strong>election center</strong> con programmi, spunti di riflessione e tutte le informazioni necessarie per arrivare preparati all&#8217;importante esercizio del voto. Su Facebook, nei gruppi di discussione degli studenti di Giurisprudenza abbiamo pubblicato e pubblicheremo dei sondaggi per far decidere direttamente agli studenti le tematiche di discussione.</p>
<p style="text-align: justify;">Il dibattito si svolgerà secondo le seguenti regole, decise in comune accordo con i rappresentanti di lista:<br />
- Presentazione delle liste (durata 7 minuti)<br />
- Domande (2 dei moderatori ed a seguire il pubblico). I candidati avranno 2 minuti ciascuno per rispondere alle domande.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad inizio dibattito verrà sorteggiato l&#8217;ordine di parola e fornite ulteriori informazioni sullo svolgimento dello stesso. Segue locandina!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.legalpad.it/wp-content/uploads/2012/04/tavola_rotonda1.jpg"><img class="size-large wp-image-749" title="tavola_rotonda" src="http://www.legalpad.it/wp-content/uploads/2012/04/tavola_rotonda1-724x1024.jpg" alt="" width="724" height="1024" /></a></p>
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		<title>MITx &#8211; l&#8217;ultima avanguardia dell&#8217;e-learning</title>
		<link>http://www.legalpad.it/2012/04/mitx-lultima-avanguardia-delle-learning/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 15:34:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La lista Studenti per - Unione degli Universitari propone il potenziamento delle piattaforme di e-learning. Di seguito un articolo di Andrea Mari, del quotidiano online controcampus, sul MITx: la nuovissima piattaforma opensource di e-learning del MIT.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La lista Studenti per &#8211; Unione degli Universitari propone il potenziamento delle piattaforme di e-learning. Di seguito un articolo di Andrea Mari, del quotidiano online controcampus, sul MITx: la nuovissima piattaforma opensource di e-learning del MIT.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dieci anni dopo aver lanciato il progetto OpenCourseWare, che serviva a mettere a disposizione degli studenti online e gratuitamente i materiali didattici di alcuni corsi universitari, il MIT (Massachusetts Institute of Technology) compie un ulteriore passo in avanti: partirà infatti il 5 marzo, per concludersi a giugno, il primo ciclo di lezioni del progetto denominato MITx. Questo corso, come quelli che seguiranno, sarà tenuto completamente online, vi potranno partecipare studenti di tutto il mondo, e tale partecipazione sarà del tutto gratuita.</p>
<p style="text-align: justify;">Il corso di studi che inaugurerà il MITx è il 6.002x, versione sperimentale del 6.002: si tratta di un ciclo di lezioni intitolato “Circuits and Electronics”, e per parteciparvi occorre possedere delle conoscenze specifiche su elettricità e magnetismo, algebra lineare ed equazioni differenziali. Altri corsi dovrebbero poi partire, se l’esperimento dovesse funzionare, il prossimo autunno: non si sa ancora se anche questi saranno gratuiti come il 6.002x, o se quella di offrire gratis il primo corso sia una trovata per invogliare più studenti a partecipare, per conoscere questa ed altre informazioni occorrerà attendere un po’ di tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">Naturalmente, è il fatto che il MIT offra un corso gratis che verosimilmente convincerà molta gente a partecipare all’iniziativa: la crisi economica ha infatti messo molti studenti nella condizione di non potersi più permettere un’istruzione come quella offerta dal MIT, che è di qualità ma è anche molto costosa. Il progetto MITx dovrebbe, in linea teorica, ovviare almeno in parte a questo gravissimo problema, e si affianca ad altre iniziative più convenzionali (come quella del Senato della California che ha in progetto una legge per dare accesso gratuito online alle versioni digitali di libri e materiale didattico) che stanno prendendo piede in buona parte degli Stati Uniti.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, in questa iniziativa non è l’aspetto economico, che pure è importante, a costituire il maggior motivo di interesse: quello che differenzia il MITx dalla stragrande maggioranza delle altre iniziative nel campo dell’e-learning è il fatto che, al termine del corso di studi, verrà rilasciata agli studenti (previo pagamento di una piccola somma) una certificazione che attesterà il superamento del corso, dando così un valore formale agli studi svolti online.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo vuol dire, allora, che dal prossimo autunno sarà possibile ottenere online e praticamente gratis una laurea del MIT? Ovviamente no: è vero che chi supera i corsi del progetto MITx ottiene una certificazione del lavoro svolto, ma occorre precisare che tale certificazione non sarà emessa dal MIT, ma da un’istituzione parallela, la quale, per non creare equivoci, avrà anche un nome diverso da quello del MIT.</p>
<p style="text-align: justify;">Al netto di questa distinzione, che appare comunque motivata, resta il fatto, assai rilevante, che il passo in avanti compiuto dal MIT nell’ambito dell’e-learning è di quelli destinati, molto probabilmente, a lasciare il segno e ad indicare la via per chi, in futuro, volesse tentare una simile sperimentazione. Per sapere se l’idea dell’istituto di Boston sia vincente oppure no, non resta che attendere giugno, quando si conosceranno i risultati di questo primo tentativo.</p>
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		<title>&#8220;Cresci Italia&#8221;: le novità per la professione avvocato</title>
		<link>http://www.legalpad.it/2012/04/cresci-italia-le-novita-per-la-professione-avvocato/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:41:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 25 gennaio è entrato in vigore il Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1 (S.O. n. 18 alla GU 24 gennaio 2012, n. 19) , il c.d decreto sulle liberalizzazioni, che contiene, rispettivamente all'articolo 9 (disposizioni sulle professioni regolamentate) e all'articolo 2 (tribunale delle imprese) novità importanti per gli avvocati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In anteprima da Guida al Lavoro n. 6/2012 &#8211; Sole 24 Ore &#8211; di Elio Cherubini</em></p>
<p style="text-align: justify;">Il 25 gennaio è entrato in vigore il Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1 (S.O. n. 18 alla GU 24 gennaio 2012, n. 19) , il c.d decreto sulle liberalizzazioni, che contiene, rispettivamente all&#8217;articolo 9 (disposizioni sulle professioni regolamentate) e all&#8217;articolo 2 (tribunale delle imprese) novità importanti per gli avvocati.<br />
Le disposizioni contenute nell&#8217;articolo 9 valgono per tutte le professioni regolamentate per legge, tra le quali ovviamente, la professione legale e riguardano tre aspetti importanti della professione e cioè l&#8217;aspetto delle tariffe e dei compensi, il rapporto tra professionista e cliente e il tirocinio che i giovani laureati debbono svolgere per accedere alla professione forense.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tariffe professionali e il rapporto professionista-cliente</p>
<p style="text-align: justify;">La nuova norma ha abolito del tutto le tariffe professionali, innovando completamente rispetto ai precedenti interventi legislativi che si erano limitati ad abrogarne i minimi. D&#8217;ora in avanti, quindi, le tariffe, sino ad oggi rese obbligatorie con Decreto del Ministro della Giustizia pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale(le ultime risalgono all&#8217;aprile 2004) non esistono più, sicché alle stesse non potranno più riferirsi non solo gli avvocati e i clienti nei loro rapporti, ma neppure i giudici che le applicavano allorché, decidendo le controversie, ponevano le spese legali a carico della parte soccombente; ovvero le usavano, come base, per decidere il compenso spettante all&#8217;avvocato in caso di contestazione della parcella da parte del cliente. Per quanto riguarda le spese legali di causa, le nuove disposizioni prevedono che «in caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con decreto del ministro vigilante» e cioè del Ministro della Giustizia(cui è demandato anche il compito di intervenire, insieme al Ministro dell&#8217;Economia e delle Finanze, per stabilire i parametri riguardanti i versamenti dei contributi dei professionisti alle loro casse previdenziali).La liquidazione delle spese di causa, anche in futuro, continuerà, dunque, ad essere effettuata sulla base di parametri prestabiliti.La disposizione in esame contiene, però, un altro provvedimento che appare ambiguo laddove dispone che «l&#8217;utilizzo dei parametri nei contratti individuali tra professionisti e consumatori o microimprese dà luogo alla nullità della clausola relativa alla determinazione del compenso, ai sensi dell&#8217;articolo 36 del decreto legislativo 6 settembre 2005 n. 206» (norma che riguarda la nullità delle cd. clausole vessatorie nei contratti con i consumatori). Sembra dunque che l&#8217;avvocato, nel suo rapporto professionale con un cliente che sia «un consumatore» o una «microimpresa», non potrà avvalersi, pena la nullità, e dunque neppure in caso di previo accordo con il cliente, dei parametri che la magistratura dovrà invece utilizzare per liquidare le spese di causa. È però difficile comprendere come si coordini questa disposizione con quella successiva relativa all&#8217;obbligo per il professionista di pattuire con il cliente,«al momento del conferimento dell&#8217;incarico professionale» il compenso per le sue prestazioni. La lettura delle due disposizioni sembra portare alla conclusione che l&#8217;avvocato potrà concordare con il cliente l&#8217;applicazione dei parametri di compenso che utilizzeranno gli organi giurisdizionali, ma che tale comportamento sarà vietato nel caso in cui il cliente sia un consumatore o una microimpresa. Ed ancora il 3° comma dell&#8217;articolo 9 impone, come si diceva, all&#8217;avvocato di concordare con il cliente il suo compenso, per iscritto, «al momento del conferimento dell&#8217;incarico». Contemporaneamente l’avvocato dovrà precisare al cliente «il grado di complessità dell&#8217;incarico, fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla conclusione dell&#8217;incarico..». Il rispetto di quest&#8217;obbligo comporterà sicuramente parecchi problemi agli avvocati, ma anche ai clienti, perché appare obiettivamente difficile che si possa stabilire, all&#8217;inizio di un incarico professionale, soprattutto quando esso riguardi una controversia giudiziale, quale potrà essere il compenso adeguato per la pratica, della quale all’inizio è spesso difficile prevedere la durata, la complessità e l&#8217;evoluzione. Senz&#8217;altro apprezzabile appare invece l&#8217;obbligo posto a carico del professionista di munirsi di polizza assicurativa per la responsabilità professionale e di indicarne gli estremi al cliente. Il 3° comma dell&#8217;articolo 9 termina con la previsione che «l’inottemperanza di quanto disposto dal presente comma costituisce illecito disciplinare del professionista».</p>
<p style="text-align: justify;">Il tirocinio professionale</p>
<p style="text-align: justify;">Un&#8217;altra rilevante novità introdotta dal decreto riguarda l’accesso alla professione. Come noto, fino ad oggi il praticantato aveva durata di due anni, a partire dal conseguimento della laurea, e veniva, nella maggior parte dei casi, svolto interamente presso uno studio legale.<br />
Le nuove norme prevedono che la durata del tirocinio per l’accesso alle professioni regolamentate non possa essere superiore a diciotto mesi; oltre a ciò, è previsto che i primi sei mesi possano essere svolti, in presenza di apposita convenzione quadro tra il Consiglio Nazionale Forense e il Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, in concomitanza con il corso di studio per il conseguimento della laurea. L’aspirante avvocato, dunque, potrà iniziare la pratica presso uno studio legale sei mesi prima del conseguimento della laurea e svolgere, dopo tale periodo iniziale, un solo anno di tirocinio “a tempo pieno”.<br />
Non possiamo non osservare che tali disposizioni consentiranno l’accesso all’esame di Stato e, quindi, potenzialmente, alla professione forense, a giovani con un’esperienza pratica molto ridotta.</p>
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		<title>Che cos&#8217;è la rete Eduroam</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 13:18:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La lista Vox Bo Vis, in uno dei suoi punti programmatici per l'innovazione, ha proposto l'adozione della rete wifi eduroam. Scopriamo che cos'è (dal sito del Consorzio GARR, Rete Italiana dell'Università e della Ricerca).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La lista Vox Bo Vis, in uno dei suoi punti programmatici per l&#8217;innovazione, ha proposto l&#8217;adozione della rete wifi eduroam. Scopriamo che cos&#8217;è (dal sito del Consorzio GARR, Rete Italiana dell&#8217;Università e della Ricerca).</p>
<p style="text-align: justify;"><em>eduroam (Education Roaming) è un servizio che offre un accesso wireless sicuro alla rete. Gli utenti roaming che visitano un istituto che aderisce all’iniziativa sono in grado di utilizzare la rete locale wireless (WLAN) usando le stesse credenziali (username e password) che userebbero nella propria istituzione d&#8217;appartenenza, senza la necessità di ulteriori formalità presso l’istituto ospitante.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>eduroam è un&#8217;infrastruttura basata su una rete di server RADIUS che utilizza 802.1x.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Lo scopo della Federazione Italiana eduroam è di facilitare l&#8217;accesso alla rete GARR e alle altre reti ad essa connesse agli utenti mobili (roaming users) delle organizzazioni partecipanti (servizio eduroam).</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La Federazione è coordinata dal Consortium GARR, che la rappresenta presso le altre federazioni e confederazioni. eduroam è un marchio registrato di TERENA.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><object width="640" height="480" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/TVCmcMZS3uA&amp;hl=en_GB&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed width="640" height="480" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/TVCmcMZS3uA&amp;hl=en_GB&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
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		<title>Conferenza sul gratuito patrocinio: Padova, 24 Aprile alle 17:30</title>
		<link>http://www.legalpad.it/2012/04/conferenza-sul-gratuito-patrocinio-padova-24-aprile-alle-1730/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2012 22:09:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[ELSA Padova, nodo del network legalPAD, in collaborazione con RotarAct Club Padova organizza Martedì 24 Aprile alle ore 17:30 al Palazzo del Bo - Aula De Ponti, una conferenza sul Gratuito Patrocinio. Interverranno: Beatrice Zuffi -  ricercatrice di Diritto Processuale Civile, Avv. Davide Pessi - Presidente della commissione per il gratuito patrocinio del Tribunale di Padova, Avv. Paola Menaldo - Ordine degli Avvocati di Padova ed Avv. Marco Righini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ELSA Padova, nodo del network legalPAD, in collaborazione con RotarAct Club Padova organizza <strong>Martedì 24 Aprile alle ore 17:30</strong> al <strong>Palazzo del Bo &#8211; Aula De Ponti</strong>, una conferenza sul <strong>Gratuito Patrocinio.</strong> Interverranno: Beatrice Zuffi &#8211;  ricercatrice di Diritto Processuale Civile, Avv. Davide Pessi &#8211; Presidente della commissione per il gratuito patrocinio del Tribunale di Padova, Avv. Paola Menaldo &#8211; Ordine degli Avvocati di Padova ed Avv. Marco Righini.</p>
<p style="text-align: justify;">Segue locandina</p>
<p><a href="http://www.legalpad.it/wp-content/uploads/2012/04/Patrocinio-Gratuito-1.jpg"><img class="alignleft  wp-image-674" title="Patrocinio-Gratuito (1)" src="http://www.legalpad.it/wp-content/uploads/2012/04/Patrocinio-Gratuito-1-724x1024.jpg" alt="" width="507" height="717" /></a></p>
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		<title>Stato regolatore? Una prospettiva comparata</title>
		<link>http://www.legalpad.it/2012/04/stato-regolatore-una-prospettiva-comparata/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 18:04:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.legalpad.it/?p=667</guid>
		<description><![CDATA[Domani, Giovedì 19 Aprile, alle ore 17:00 in Aula Nievo presso il Palazzo del Bo, Padova, il Prof. Mario Bertolissi (Università di Padova) ed il Prof. Sidney A. Shapiro (Wake Forest University) si terrà la lectio magistralis del corso di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2011/2012.
Il tema sarà: Stato regolatore? Una prospettiva comparata.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Domani, Giovedì 19 Aprile, alle ore 17:00 in Aula Nievo presso il Palazzo del Bo, Padova, il Prof. Mario Bertolissi (Università di Padova) ed il Prof. Sidney A. Shapiro (Wake Forest University) si terrà la lectio magistralis del corso di Diritto Pubblico Comparato a.a. 2011/2012.<br />
Il tema sarà: Stato regolatore? Una prospettiva comparata.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-668" title="Schermata 04-2456036 alle 20.01.57" src="http://www.legalpad.it/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456036-alle-20.01.57.png" alt="" width="569" height="798" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Italiani: si nasce o si diventa? Dialogo sulla cittadinanza con l&#8217;On. Andrea Sarubbi &#8211; Padova, 16 Aprile 2012 alle 14:15</title>
		<link>http://www.legalpad.it/2012/04/italiani-si-nasce-o-si-diventa-dialogo-sulla-cittadinanza-con-lon-andrea-sarubbi-padova-16-aprile-2012-alle-1415/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Apr 2012 20:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Mari</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[legalPAD, con la collaborazione del Centro Studi sulle Istituzioni, ed il patrocinio dell'Università di Padova ospita Lunedì 16 Aprile alle ore 14:15 presso l'Aula E del Palazzo del Bo - sede della Facoltà di Giurisprudenza di Padova - l'On. Andrea SARUBBI (Partito Democratico), primo firmatario assieme all'On. Granata (FLI) del progetto di riforma bipartisan sulla cittadinanza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>legalPAD, </strong>con la collaborazione del <strong>Centro Studi sulle Istituzioni</strong>, ed il patrocinio dell&#8217;<strong>Università di Padova</strong> ospita <strong>Lunedì 16 Aprile</strong> alle ore <strong>14:15</strong> presso l&#8217;<strong>Aula E</strong> del <strong>Palazzo del Bo</strong> - sede della Facoltà di Giurisprudenza di Padova &#8211; l&#8217;On. <strong>Andrea SARUBBI</strong> (Partito Democratico), primo firmatario assieme all&#8217;On. Granata (FLI) del progetto di riforma bipartisan sulla cittadinanza.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incontro, che si terrà nella forma del dialogo, sarà coordinato dal Prof. Mario BERTOLISSI (ordinario di Diritto Costituzionale all&#8217;Università di Padova) e vedrà la partecipazione attiva degli studenti, tanto da essere ospitato all&#8217;interno di una lezione aperta al pubblico di Diritto Pubblico Comparato.</p>
<p style="text-align: justify;">Di seguito la traccia, locandina e un breve video-invito dell&#8217;ospite!</p>
<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-medium wp-image-659" title="Schermata 04-2456022 alle 22.11.05" src="http://www.legalpad.it/wp-content/uploads/2012/04/Schermata-04-2456022-alle-22.11.05-212x300.png" alt="" width="212" height="300" /><em>“L’Italia è l’unico paese al mondo dove è nata prima la cultura e poi la nazione”.</em></em><em> Così Roberto Benigni, nella sua esegesi dell’Unità d’Italia, ha chiaramente evidenziato come l’Italia sia una giovane creatura politica frutto di una storia e tradizione culturale millenaria.</em><br />
<em> Anche in virtù di questo, fino ad oggi nascere in Italia non basta per essere cittadini italiani vedendosi così esclusi, proprio in assenza di tale radice culturale, i figli di immigrati nati in Italia dai diritti e doveri connessi alla cittadinanza.</em><br />
<em> Da qualche anno, tuttavia, è in discussione in Parlamento una legge bipartisan per riformare l’istituto della cittadinanza, prevedendo il cosiddetto ius soli ovvero il diritto a vedersi riconosciuta l’appartenenza ad uno Stato in virtù del luogo di nascita.</em><br />
<em> In che modo il fattore culturale potrà essere coinvolto in questa rivoluzione? Ma, soprattutto, cos’è oggi la cultura italiana e cosa significa essere cittadini italiani? Riconoscimento di un coinvolgimento nella dinamica sociale di una nazione o una mera attribuzione di diritti?</em></p>
<p style="text-align: center;"><iframe width="640" height="360" src="http://www.youtube.com/embed/aAZY_OMxz-E?rel=0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Un&#8217;opportunità per l&#8217;Italia, non solo numeri!</title>
		<link>http://www.legalpad.it/2012/03/unopportunita-per-litalia-non-solo-numeri/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 16:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Di Lisa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cittadinanza]]></category>

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		<description><![CDATA[I giovani figli di immigrati nati in Italia sono un arricchimento sotto il profilo culturale, importanti per dinamizzare la nostra società e renderla più coesa. Di Marco Pacciotti (Coordinatore Forum Immigrazione del Partito Democratico)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma &#8211; 23 novembre 2011 &#8211; È ormai di qualche giorno fa l&#8217;incontro di Napolitano con una rappresentanza di giovani nati o cresciuti in Italia, con genitori di origine straniera. Non era la prima volta se non sbaglio, ma ha avuto un diverso impatto sull&#8217;opinione pubblica, o comunque se ne è parlato di più . Credo che la novità sia stata che nell&#8217; incontro il Presidente Napolitano abbia messo l&#8217;accento con forza su come essi siano portatori di una ricchezza  più profonda di quanto numeri o statistiche possano rilevare. Credo poi che la maggiore attenzione discenda anche dalla tempistica scelta. Non credo sia un caso aver voluto incontrare queste ragazze e ragazzi  in una fase tanto delicata nella vita politica ed economica del Paese.  La scelta del momento e il taglio innovativo dato nell’approcciare la questione le ha assegnato una forte centralità nell’agenda politica .<br />
Sicuramente è da apprezzare il taglio che ha evitato una lettura solamente quantitativa del fenomeno migratorio,  preferendo invece parlare di come questi giovani “ contribuiscano all’energia vitale “ che rende più forte il nostro Paese. Considerandoli   in primis un arricchimento sotto il profilo culturale e sociale. Non solo una risorsa ma una opportunità da coltivare. Importanti  per dinamizzare la nostra società e renderla più coesa . Positivo anche che si sia evitato l’equivoco di parlare solo di immigrazione a ragazzi che si sentono italiani . Saggiamente il Presidente ha invece  affrontato la grande questione della nuova società italiana che essi rappresentano e di come da essi si debba ripartire per dare prospettiva e serenità all’Italia. Una grande nazione come la nostra deve tornare a considerare i propri giovani  cittadini  la priorità. Una risorsa indispensabile su cui investire per valorizzarne le potenzialità e i talenti , troppo spesso mortificati dalle condizioni famigliari o da situazioni che nulla hanno a che fare con le loro capacità e meriti.</p>
<p>Forte e chiara è stata l’esortazione alla politica affinché si faccia carico di rimuovere questi ostacoli affinché anche il figlio di una donna delle pulizie possa aspirare a diventare Presidente dell’organismo di controllo della Borsa, come fu per Guido Rossi. Il merito come strumento di affermazione  anche per i tanti giovani artisti, scrittori, ricercatori di origine straniera che quotidianamente rendono più ricca la cultura italiana, innovandola e  aprendola a nuove influenze. In questa ottica va colta la citazione fatta dal Presidente nell’accenno a un brano della scrittrice italo somala  Igiaba Scego,  recentemente premiata con il prestigioso premio Mondello per la letteratura italiana.  Essa rappresenta una sintesi  naturale di questo mix di culture e identità ed è al momento stesso esempio di una trasformazione nella società italiana già in corso da anni ma che stenta a essere narrata nella sua normalità.</p>
<p>A volte nel tentativo di raccontare questa trasformazione si scelgono “scorciatoie”. Si  prendono  a simbolo alcuni famosi sportivi, in altri casi invece si utilizza un approccio riduttivo e avvilente, che pur con intenti condivisibili, presenta i migranti e i loro figli soprattutto per la loro indiscutibile utilità  al sistema economico, quasi fossero “un male necessario”. Non basta ! Non è cosi che si può pensare di costruire  il senso di appartenenza a una comunità. Dovremo invece riprendere  a raccontare di queste persone anche a partire dal contributo che quotidianamente danno nelle scuole, nella musica, nel cinema, in letteratura o nelle professioni.  Dire come siano ormai parte fondamentale di quella “energia vitale” che ha reso l’Italia un paese amato e apprezzato in tutto il mondo per il suo patrimonio artistico e culturale. Patrimonio che ieri come oggi si arricchisce dall’incontro di popoli e culture.</p>
<p>Questa implicita esortazione fatta dalla più alta carica dello Stato alla politica , non è più eludibile. Questo ci dice il grande applauso con cui  piazza San Giovanni ha accolto il passaggio di Bersani sulla necessità di riconoscere la cittadinanza a quei ragazzi nati o cresciuti in Italia. Averlo poi  ribadito anche in occasione della dichiarazione di voto per la fiducia a Monti è un segnale importante di attenzione e comprensione di quella esortazione.</p>
<p>I tempi sono quindi   maturi per riconoscere a questi “nuovi italiani” la cittadinanza e la possibilità di votare alle elezioni amministrative come già accade diffusamente in Europa, con l’obiettivo di costruire una convivenza civile basata su una effettiva reciprocità di diritti e doveri. Idee che nella campagna L’ITALIA SONO ANCH’IO hanno trovato forma e concretezza nelle due proposte di Legge di iniziativa popolare a sostegno delle quali  il Forum immigrazione del PD ha raccolto migliaia di firme in tutta Italia. Una mobilitazione che è una opportunità da cogliere per incontrare centinaia di migliaia di nostri concittadini a cui raccontare una Italia nuova che già esiste ma che spesso è ignorata</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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